martedì 11 maggio 2010

Dove sono le parole


Trama della recita scuola Elementare Pascoli

DOVE SONO LE PAROLE


Libera riduzione del racconto di Guido Quarzo

Narratore: C’è chi perde l’ombrello e chi perde la strada; v’è chi perde la pazienza e chi perde il treno e c’è chi perde la parole.

Le parole si perdono quando ci si ritrova senza niente da dire, per Amore, per Paura, per perdita di Memoria, per un lapsus.

Le labbra si paralizzano, la bocca diventa asciutta e viene il buio nella testa.

Per fortuna c’è l’Ufficio Parole Smarrite dove i loro distratti proprietari possono recuperarle. Purtroppo chi perde una parola non se ne ricorda più e per questo non ha nessun cliente. Così le parole si accumulano, ma un giorno…..

Ecco si presenta ai 2 impiegati Detto Benedetto e Ciccio Pasticcio un ometto in cerca di una parola perduta non ricorda più se è corta o lunga, pesante o leggera ed allora si decidono di scendere in magazzino. In magazzino l’ometto apre una scatola contenente la parola “Canzone” Musica e stornelli si diffondono nell’aria Detto e Ciccio faticano a rimetterla dentro. Non era quella la parola l’ometto si scusa per la confusione e si rimette a cercare. La sua parola gli manca tanto e così apre una nuova scatola ma dentro c’era la parola “Indovinello” altra confusione mille indovinelli iniziano a ronzare ovunque quando torna tutto in ordine l’ometto si avvicina ad una nuova scatola ma questa volta non la apre sopra c’è scritta la parola “Paura” mentre per curiosità apre la parola “Scherzo”. Quando anche gli scherzi sono stati rimessi a posto viene attirato dalla scatola con la parola”Poesia”, ma né la parola “Scherzo “ né la parola “Poesia” sono la parola persa di cui sente tanto la mancanza. E così la ricerca continua si apre una scatola strana ma….. Schifo e ribrezzo era la parola”Inquinamento” e lo sporco ed il puzzo fa scappare i nostri protagonisti finché la loro attenzione non è attirata da una scatolina piccina la parola cercata era lì. Una parola bellissima capace di combattere l’Inquinamento


E-co-lo-gi-a…

Una mattina, lungo la via,

incontrai Ecologia:

era una fata piccolina

sembrava ancora una bambina,

aveva ecolo per cognome

e faceva gia di nome.

Con la sua magica bacchetta

Un gran sorriso e niente fretta

Ripuliva il mondo intero

Portando l’azzurro dov’era il nero

Cancellava le ciminiere,

le bombe, i gas, le petroliere,

le code d’auto allineate

e tutte le cose che abbiamo inquinate.

Metteva in un secchio la spazzatura,

plastica, cenci ed ogni sozzura.

In quattro e quattr’otto aveva inventata

La Raccolta Differenziata

Co decisione e grande coraggio

Creava un centro di compostaggio.

Poi, quando tutto fu terminato

Raduno un cerchio di bimbi sul prato:

“Io vi ho rifatto com’era la Terra,

ora viveteci senza fare la guerra,

né alla Natura né all’Ambiente,

Bambini cari, né all’altra Gente



Tutto tornò pulito

Era questa la parola cercata, la parola perduta e che molti mai avevano avuta, importante per fare poesia, scherzi.Perché non si può fare Poesia in un Mondo distrutto dal sudiciume, non è possibile fare scherzi ben riusciti se non c’è un prato pulito per giocare.

E che Paura ed orrore è un Mondo ricoperto d’immondizia Così fu riconsegnata la parola perduta con la raccomandazione di tenerla con grande riguardo per il Bene di Tutto il Mondo


Materiale inviato della

Scuola Primaria Pascoli di Forte dei Marmi

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